SONGSWELL - autumn songs
SYNTH MUSIC DIRECT (UK)
"Linee di corde pizzicate e pianoforti stupefacentemente belli mettono in moto la title track. All’inizio vengono lasciate sole ad intessere la loro magia, ma al terzo minuto una tenue colorazione di synth viene inserita. Un minuto dopo un’altra fantastica melodia le rimpiazza, insieme ad una sequenza di arpa ed un lento ritmo. Questo è tra i brani di elettronica più delicati eppure caldi che abbia sentito da parecchio tempo. “I wish” inizia con un’altra bella melodia, questa volta di chitarra. Il ritmo è ugualmente gentile, ma il pezzo sembra un pò perdere direzione nella parte centrale, come se stessero provando troppo, aggiungendo troppo quando sarebbe probabilmente stato meglio tenere le cose semplici. “Jump 16” parte con una bella sequenza scoppiettante attorno alla quale vagano altre due eccellenti melodie, una di piano e l’altra di un più tipico synth. Un’altra traccia vincente. “September 1724” è un piuttosto breve ma estremamente bello interludio di piano/flauto/archi, a ed ancora una volta le melodie sono eccellenti. “Lady River” ha nella melodia iniziale un che di natalizio. Altre linee melodiche delicate si aggiungono poi, ed è tutto piuttosto bello, ma avrebbe potuto essere realizzato con un impatto maggiore. Questo non si può certo dire di “The Losers”, che fin dall’inizio mi ha catturato con la sua squisita melodia di chitarra. E diventa perfino meglio quando viene sostenuta dal piano e dal bel lavoro degli altri strumenti principali. In molti modi è simile alla title track. Mi sono però reso conto solo quasi alla fine del brano che esso avrebbe potuto essere completamente acustico (anche se scommetto che non lo è), senza certamente che questo sia un demerito. Segue un remix di Mac di “Songswell”, che non differisce molto dall’originale se non per il suo essere forse leggermente più “teso”. “Littlecutesongfromtheswissmountains” dovrebbe sicuramente vincere qualche tipo di premio nella categoria titoli scemi, e ci vuole più tempo a dire il titolo che ad ascoltare i trenta secondi della sua durata. E si, è proprio leziosa come vi aspettereste. “Thing” inizia con tocchi orientali, ma ben presto si assesta su di un ritmo piacevole e contagioso. “A life” ha un inizio atmosferico oscuro e misterioso, non troppo dissimile da quello che trovereste in un album di Kirkwood, ma la sequenza che emerge da esso è molto più standard, e come per il resto del CD la melodia è piuttosto rilassata, anzichè essere musica che ti porta fuori di testa dall’eccitazione. E’ come se ci stessimo lentamente svegliando da un sonno agitato per iniziare un nuovogiorno calmo. Al quinto minuto un’altra sequenza melodica inizia, accompagnata da altre melodie da canzone che mi ricordano un pò alcuni artisti dell’etichetta IC come GENE o Peter Seiler. A cinque minuti dalla fine il piede preme l’accelleratore, ma le cose presto si calmano di nuovo in un mare gentile di sequenze gorgoglianti. Questo è l’album più soft dei BIOnighT fino a questo momento. "
David Law

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