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EGOHEART
1999 |
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MY CLIMATS (France) "La bonne musique chaude et profonde des musiciens italiens. My Climats a aimé l'esprit de ce groupe "BIOnighT"..." "La buona musica, calda e profonda di questi musicisti italiani. My Climats ama lo spirito del gruppo BIOnighT..." Alain Groetzinger Per visitare questo sito cliccate QUI |
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KRAUTROCKNET.COM (UK) "(...) Egoheart in particolare affascinerà i fan della cosiddetta Scuola di Berlino, ogni traccia è perfettamente lavorata, e attirerà anche i fan di Klaus Schulze e dei Tangerine Dream. Le influenze non vengono solo da questi due grandi nomi, ma Mac è anche fan di Jean Michel Jarre (come risulta evidente da Technofly in Egoheart), Depeche Mode e, cosa interessante, delle sigle degli anime (cartoni giapponesi) degli anni '70 e '80 (e questo è un concetto su cui decisamente vorremmo investigare) (...)L'Italia ha ora dei seri contendenti nel campo della musica elettronica." Nigel Pennington Per visitare questo sito cliccate QUI |
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MARGEN MAGAZINE (SPAIN) "(...)Questa è musica elettronica della miglior qualità, con una struttura sequenziale brillante e continue esplosioni di melodie elettrizzanti. Le influenze che rileviamo spaziano da Schulze a Shreeve passando per Vangelis. Che altro dire? E' affascinante e ve lo raccomando." Rafa Dorado Per visitare questo sito cliccate QUI |
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SEQUENCES (UK) "Per qualche motivo, la musica elettronica dall'Italia è sempre stata una specie di rarità, specialmente in confronto alla Germania o all'Olanda. Certo, ci sono state alcune eccezioni a questa regola - Baffo Banfi ha goduto di un certo successo negli anni '80 e, su di una nota più oscura, anche un certo Ciro Perrino ha pubblicato alcuni album all'epoca, ma queste sono eccezioni piuttosto che la regola. Costituiti da FaBIO Sbrizzi e da Mac, dal nome misterioso, i BIOnighT stanno facendo la loro parte per rimettere il loro paese sulla mappa dell'elettronica, e questo CDr certamente schiaccia i pulsanti giusti. Sebbene essi descrivano se stessi come "un duo italiano di krautrock/musica cosmica/elettronica" la parola krautrock nella descrizione è un pò sospetta, in quanto questa è una musica elettronica molto diretta basata sui sequencers, così è probabile che gli appassionati di musica retrò si getteranno a pesce su questo album. Questo è decisamente il caso del brano di apertura, "Egoheart", che è fermamente in territorio teutonico. Le cascate ritmiche aggiungono un certo mordente alla musica, così come i lead di synth urlanti. E' facile distinguere in tutto il lavoro una definita chiarezza di intenti, con "Timegod" che si dimostra un'altra traccia di questo tipo, con solidi sequencers che viaggiano come motori e con uno stile potente e impetuoso che rende l'ascolto più immediatamente accessibile. Anche "Campoalto" si muove in territori simili, ma è meno diretta e più riflessiva, nonostante la solida ritmica sullo sfondo. Un definito ambiente spaziale pervade i 17 minuti di "Bionight", che è la traccia che più si avvicina ad emulare la Scuola di Berlino, specialmente i lavori più spaziali di Schulze. Le sezioni finali del brano, realizzate con stile da elettronica classica, colpiscono in modo particolare e sono un'indicazione che il duo mette davvero l'anima e il cuore nella musica. "Technoflight" è un animale molto diverso dal resto della produzione della band, con un potente mix di ambiente spaziale ed una melodia accessibile che si srotolano su di un ritmo rilassato. Questa traccia mi ricorda un pò il classico di Wavestar - "Moonwind" - ma senza le chitarre alla Floyd; questa sensazione diventa più tangibile una volta che gli archi synth alla Dyson fanno sentire la loro presenza col progredire della traccia. Potreste chiedervi il perchè della parola "techno" nel titolo; bene, la risposta è fornita dalla traccia di chiusura, "Technofly", che è una versione techno/trance dello stesso brano, ma con una piccola differenza: il gruppo afferma, infatti, che laddove altre band fanno versioni techno di tracce spaziali, loro hanno invece fatto una versione spaziale di un brano techno. Nessuna differenza per l'ascoltatore, naturalmente! A parte questo, entrambe le versioni meritano di essere incluse e forniscono una salutare dose di varietà all'album. Sebbene i BIOnighT si muovano in territorio sicuro, essi ci danno un album godibile che attirerà sicuramente un gran numero di fan della musica elettronica, ed in particolare quelli della musica retrò." Carl Jenkinson Per visitare questo sito cliccate QUI |
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AURAL INNOVATIONS (USA) "Mac e FaBIO sono conosciuti come BIOnighT e sono di Luino, Italia. La loro musica è di natura ipnotica/ambient e stimola molte visioni inquiete di altri tempi. Essa è un'eco dei primi pionieri della musica elettronica, quegli sperimentatori che parlavano di nuove teorie sulle atmosfere sonore, e certamente soffia nuova vita nelle fondamenta gettate da quegli innovatori molto tempo fa. Ascoltando la prima traccia, Egoheart, vedo immediatamente immagini dei Tangerine Dream mentre soffici accordi iniziano a costruire un'introduzione per una sequenza di basso. Il tutto si muove in avanti quasi immediatamente quando una batteria aggiunge profondità in uno stile quasi alla "Madrigal Meridian" dall'album Cyclone. Molto di Egoheart 1999 è basato su quel tipo di elettronica. E' per la maggior parte materiale davvero molto valido, e si srotola come Tangerine Dream/Klaus Schulze/Vangelis tutto in uno. I BIOnighT portano la musica al livello successivo incorporando altre influenze. Tutto quello che è già stato fatto prima sembra in qualche modo fresco in questa forma. Decisamente non è musica dance; sarete contenti di sapere che si tratta di pura elettronica nello stile descritto qui sopra. L'unica traccia che posso dire che si avvicini alla dance è Technofly. Questa traccia è all'origine di Technoflight, la traccia n. 2 che è un remix di Technofly. Trovo bizzarro che la traccia originale sia più danzereccia del suo remix. Ho ascoltato parecchio questo CD e mi piace decisamente molto. Timegod è un brano alla Klaus Schulze. La sequenza di basso prende la forma dell'ipnotico, e le melodie inserite nel pezzo introducono elementi di altri giochi. L'intero album è molto dolce ed alcune persone lo troveranno troppo ripetitivo e spento, ma quelli di noi che amano i Tangerine Dream e simili ne trarranno un piacere infinito. Bionight è la prima traccia che Mac e FaBIO hanno registrato insieme, ed è quindi l'inizio della strada. Inizia e si sviluppa lenta con tocchi alla Vangelis procedendo in una sequenza di basso, e si svolge all'inizio dei suoi 17 minuti in un'atmosfera sedata. La sequenza si scuote dal suo sonno incorporando un pattern di batteria nel suo risveglio, e questa traccia mi ricorda per molti versi Klaus Schulze. Materiale davvero molto valido." Albert Pollard Per visitare questo sito cliccate QUI |
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KLEM (The Netherlands) "(...) Il loro CD di debutto Egoheart contiene sei brani (di cui il brano conclusivo Technofly è il più ritmato, stile techno/trance). Gli archi usati nell'album fanno pensare ai Wavestar, mentre il frenetico lavoro di sequencer, l'utilizzo dei suoni, e la struttura dei brani sono da ricondurre chiaramente alla scuola di berlino. Musica di genere che è stata creata con tanto amore ed energia, non scontata e comunque piuttosto originale. Egoheart è da considerarsi un album accessibile e sincero di sequenze retrò, con sufficiente originalità e che piacerà senza dubbio a molti. (...) " Bert Strolenberg |
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ENCYCLOPEDIA of ELECTRONIC MUSIC (RUSSIA) "Egoheart è un ottimo album per i fan dell'elettronica classica. Ci sono sequenze, fantastiche melodie ed occasionali ritmi. Si distinguono in particolare Technoflight, un brano relativamente breve con una melodia orecchiabile, Timegod con il suo basso tonante che è qualcosa da sentire, e Bionight, una lunga suite con molti motivi differenti." Artemi Pugachov Per visitare questo sito cliccate QUI |
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ELECTROAMBIENT SPACE (USA) (riguardo la completa Trilogia Cosmica) "I BIOnighT sono la mia scoperta recente preferita nella musica elettronica. Il gruppo è composto da due Italiani che si sono incontrati per caso, Sbrizzi FaBIO ed un uomo conosciuto solo come Mac. Ho scambiato diverse email con Mac, e risulta evidente da queste che lui e FaBIO mettono una grande passione nella loro musica. I tre CD qui sotto costituiscono quella che loro chiamano la loro "Trilogia Cosmica", ed io trovo che ognuno di essi sia fantastico, e li raccomando tutti caldamente. Non riuscirei a dire esattamente cos'è che mi piace così tanto in questi tizi, ma il mio affetto per la musica è scattato al primo ascolto, e continua solo a crescere ad ogni ascolto successivo. Egoheart è a volte leggera ed intelligente Space Music, a volte oscura atmosferica, a volte ritmata in stile Berlin School, e tutto al massimo livello. La title track parte in quarta e richiede imperiosamente attenzione, lanciandosi in un ritmo ed una sequenza efficaci dopo un breve intro spaziale. Una soffice chitarra o synth lead mi ricorda molto lo stile melodico ritmato di Dom F. Scab. Un solido tema scorre lungo tutta la traccia di apertura, ma anche quello cambia costantemente, muovendosi da una sezione all'altra agevolmente. Suoni sognanti dallo spazio profondo portano la traccia alla chiusura. "Technoflight (remix of Technofly)" è più leggera e soffice, ma in nessuna misura meno godibile. Archi sintetici planano senza essere troppo sentimentali, e ad essi si unisce una ben composta melodia di piano. Segue la traccia "Timegod" - adoro la sequenza di basso galoppante in questo brano, semplicemente fantastica. Una varietà di synth vagano a media velocità in modo perfetto, un altro brano di puro piacere. Ogni traccia è ricca di profondità e pienamente sviluppata esattamente nel modo in cui dovrebbe esserlo, specialmente l'epico brano di 17 minuti "Bionight", un brano sorprendentemente trattenuto per essere così lungo che ciononostante funziona. "Technofly" è un allegro e ritmato finale per un CD grande in ogni dettaglio. Niente di appariscente, semplicemente funziona tutto. Di gran lunga il disco più breve dei BIOnighT, Afterpost è comunque assolutamente degno di attenzione. La title track vi arriva alle spalle senza farsi vedere, iniziando piano per poi aggiungere strato su strato di synth e sequenze in modo molto piacevole, muovendosi con assoluta naturalezza ed efficacia, per poi ritornare gradatamente ad un'atmosfera rilassata. E' interessante notare che le note dettagliate fornite dalla band indicano Saturdaydown come un brano rappresentativo di un momento oscuro nella storia dei BIOnighT, mentre a me sembra un pezzo piuttosto vivace che si muove con passo allegro. Con una svolta sorprendente, il lead nel mezzo del brano sembra quasi lounge jazz. "Snowy Park" è molto leggera, ma prima che si possa dire "new age" entra una sequenza di prima classe di cui i Tangerine Dream sarebbero orgogliosi; una traccia che è una delicata meraviglia. "Motherwater" trova presto il suo groove e semplicemente lo segue. "Evolution Dawn" ha un'altra forte sequenza ed una coinvolgente linea di basso, un modo fantastico di concludere un CD che finisce davvero troppo presto. Ultima parte della loro trilogia cosmica, Daybreak inizia con la ritmata title track, un piacevole piccola esplosione di energia contenuta per mettere le cose in moto. "Mosse Dal Vento" è un brano ampio e spazioso che inspira profondamente, inalando tutto e poi espirando completamente. Queste due tracce già parlano della natura di questo disco, senza dubbio il più diversificato dei tre pubblicati dai BIOnighT fino ad oggi. Questo è dovuto in larga misura al fatto che il disco è un misto di tracce dei BIOnighT e di tracce soliste di FaBIO e Mac. Questo, però, non significa affatto che il disco manchi di uniformità, tutt'altro. Sia che cavalchi il ritmo in levare di "Metropolitis" (col musicista ospite Sbrizzi Andrea, nipote di FaBIO), che segua il groove dei synth vintage di "Mind Probe", o che si rilassi coi suoni dolci ed ipnotici di "Rachele", tutto ha quel tocco particolare dei BIOnighT. Se non sapete di cosa sto parlando esattamente, acquistate i loro dischi e scopritelo. " Phil Derby Per visitare questo sito cliccate QUI |
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SYNTH MUSIC DIRECT (UK) "Sono sicuro che i BIOnighT diventeranno estremamente popolari. E' molto facile andare d'accordo con la loro musica, e sebbene abbiano uno stile personale, mi hanno ricordato un pochino i migliori Neuronium degli anni 80. Iniziamo la title track con dei lussureggianti pad molto caldi. Un'eccellente sequenza dal sapore analogico inizia e si inserisce perfettamente nel ritmo nel ritmo contagioso che parte pochi secondi dopo. Le cose diventano perfino meglio col proseguire del brano quando si inseriscono delle melodie orecchiabili. Non preoccupatevi, però, niente di troppo commerciale, solo la scoppiettante elettronica che forma la spina dorsale di quello che vendiamo qui alla SMD. "Technoflight" è melodicamente perfino più forte della traccia di apertura. La melodia principale è molto giocosa, ma resterà con voi a lungo anche dopo aver tolto il CD dal lettore. Il ritmo rimbalza piacevolmente lungo il brano, ed altri pad lussureggianti completano il tutto alla perfezione. Se vi piace una bella "canzone" che però non compromette le sue solide credenziali elettroniche, allora questa sarà probabilmente una delle tracce migliori che avrete sentito in parecchio tempo. "Timegod" usa una sequenza dal suono tardi anni 70 come spina dorsale, aggiungendo a questa un beat insistente e degli stab staccati quasi Schulziani. Un'altra traccia vincente. "Campoalto" è un brano ritmicamente piuttosto allegro; questo contrasta, però, con le piccole melodie che vanno e vengono, formando una complessa struttura. I due amano ovviamente la traccia di 17 minuti "Bionight" un bel pò, visto che hanno usato il titolo come nome del gruppo. All'inizio l'atmosfera è molto diversa dal resto del CD, dato che il brano parte con dei profondi bordoni oscuri e minacciosi accompagnati dal suono del vento. Una sequenza tintinnante inizia poi insieme ad una linea di basso molto "dietro" nel mix. Un luminoso ma leggermente malinconico lead vaga in cima al resto. Un'altra sequenza si mette in moto al quarto minuto, e poi l'umore cambia un pò. Un'altro ritmo viene aggiunto, questa volta uno che fa battere il piede, attorno al quale s'intesse una melodia brillante ripetuta. A circa metà brano le cose diventano molto rarefatte fino a lasciare quasi solo la sequenza, e quando anche questa se ne va, restiamo con dei pad simili a quelli iniziali. Questo stato di fluttuazione piuttosto piacevole continua per un paio di minuti e poi molto lentamente altre sequenze si formano, ma senza mai innalzarsi oltre l'essere dei gentili dettagli, completando la pace del resto estremamente bene. "Technofly" è la traccia originale da cui "Technoflight" fu remixata. E' molto simile per quanto riguarda la melodia, sebbene ritmicamente sia più pesante, con un basso più profondo ed in qualche modo più insistente per tutto il brano. Questo è un album eccellente, divertente e rinfrescantemente non pretenzioso. Altamente raccomandato. " David Law Per visitare questo sito cliccate QUI |
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GUTS OF DARKNESS (FRANCE) "I BIOnighT sono l'unione creativa di Sbrizzi FaBIO e del misterioso ma simpaticissimo Mac, due musicisti italiani fortemente ispirati dalle atmosfere delle lunghe suites per sequencer degli anni '70. Realizzato nel 1999 e distribuito da un'etichetta indipendente, Egoheart è l'opera prima e l'elemento principale di una trilogia che comprende Afterpost e Daybreak. Interamente realizzato con una workstation GEM S3 turbo, Egoheart è superbamente melodioso, il genere di opera che sedurrà i fan della musica elettronica in stile Berlin School. L'album è ora distribuito da Syngate, e questa sua seconda vita permetterà agli appassionati di scoprire finalmente l'universo sonoro armonioso ed insieme audace dei BIOnighT. Un intro molto fluttuante affila i nostri sensi quando un'onda a bassa frequenza soffia attraverso i nostri altoparlanti. Quietamente, la traccia decolla su di un solido intreccio di percussioni che deviano dalla loro linea principale per poi ritornarvi abbracciando una linea di basso solida e rotonda. Soli di synth scorticanti suonano accordi di chitarra sintetica su di un ritmo infernale che va su e giù come delle montagne russe infernali. Un abile misto del superbo Cronos e dell'inebriante M'Ocean di Michael Sterns, two classici dell'elettronica "vorticosa". Egoheart termina sulle armonie flautate della sua linea melodica principale. Un finale classico che ben rappresenta l'intero lavoro, per una traccia troppo breve, e mai troppo lunga… Technoflight è una dolce ballata che stende la sua tenerezza su di un sintetizzatore sinfonico. Le note ruotano sui dolci accordi di un'arpa celeste arricchita da passaggi flautati; una versione più dolce della Technofly che chiude l'album con un approccio più dance. Spinto da un'influenza molto Schulzesca, Timegod galoppa su di un movimento lineare massiccio, illuminato da percussioni ispirate che si mescolano a note saltellanti. I synth, aromatizzati da cori discreti, avvolgono questo ritmo massiccio e sfrenato. Il basso è superbo. Campoalto è un brano audace che spinge i limiti della melodia in un'area più complessa. Il brano intaglia una spirale sulle note limpide che ricadono con l'effetto di un carillon. Un pezzo che incanta dove gli accordi di chitarra, insieme ai cori gutturali, si appoggiano ad un sequencer discreto per formare uno stupefacente bolero spaziale. Questo pezzo mi ricorda Deep Ocean Vast Sea di Peter Murphy. Bionight - il brano con questo titolo - è la pietra d'angolo di Egoheart. La prima parte è tutta semplicemente superba. Il ritmo è fluido, con soffici note che danzano su di un synth soave. I solo sono tesi e taglienti, e finiscono in ritmi più potenti, spinti da una linea di basso sensuale e penetrante che ha già tracciato il suo gentile movimento ipnotico. Tranquillamente, il pezzo si dirige verso una porzione più atmosferica che richiama i primi movimenti di Egoheart. Una bella sorpresa, il genere di CD che ti resta dentro, tanto per i suoi aspetti melodiosi che per l'audacia delle sue evasioni atmosferiche e cosmiche. Trovo delle similitudini con Schulze, Baffo Bianchi e Neuronium; un bel miscuglio, ma il duo italiano aggiunge un tocco personale. I BIOnighT non si accontentano di imitare uno stile, un'epoca, ma ci mettono la loro sonorità molto personale che piacerà tanto ai neofiti per i suoi ritmi ed armonie, che agli appassionati di elettronica puri e duri, per via delle sequenze brillanti e della superba title track che si incolla ai timpani. Garantito." Sylvain Lupari Versione originale francese: "BIOnighT, c'est l'union créative de Sbrizzi FaBIO et le mystérieux, ainsi que très sympathique, Mac, deux musiciens Italiens fortement inspirés par les effluves des longues tirades musicales séquentielles des années 70. Réalisé et distribué en 1999 sur une étiquette indépendante, Egoheart est leur premier opus et l'élément premier d'une trilogie comprenant Afterpost et Daybreak. Entièrement réalisé avec un Gem S3 Turbo Workstation, Egoheart est superbement mélodieux. Le genre d'opus qui séduira les fans de Musique Électronique, style Berlin School. Il est maintenant distribué par Syngate, et ce 2ième souffle permettra aux amateurs de découvrir enfin l'univers sonore à la fois harmonieux et audacieux de Bionight. Une intro très flottante aiguise nos sens lorsqu'une ligne basse et ondulante souffle au travers nos hauts parleurs. Tranquillement, la pièce titre prend son envol sur un solide jeu de percussions qui martèle un rythme déviant et revient sur sa ligne initiale, embrassant une basse ronde et lourde. Sulfurants, les solos de synthé toisent des accords de simili guitares sur un rythme infernal qui monte et descend, tel une montagne russe cosmique. Un habile mélange de Michael Stearns entre le superbe Chronos et l'enivrant M'Ocean, deux classiques de MÉ tourbillonnante. Egoheart se termine dans le calme sifflotant des harmonies de sa ligne maîtresse. Un départ canon, qui dépeint assez bien l'œuvre entière. Une pièce trop courte et jamais assez longue. Technoflight est une douce ballade qui dévoile sa tendresse sur un synthé symphonique. Les notes virevoltent sur des doux accords d'une harpe céleste, enrobées de savoureux passages flûtés. Une version plus douce de Technofly qui ferme Egoheart avec une approche plus ''dance floor''. Pulsé par une influence très Schulzienne, Timegod galope sur un mouvement linéaire lourd, agrémentée par de géniales percussions qui s'entremêlent à des notes saccadées. Les synthés, aromatisés de discrets chœurs, enveloppent ce rythme lourd et débridé. La basse y est superbe. Campoalto est un titre audacieux qui pousse les limites de la mélodie dans un champ plus complexe. Il vrille en spirale sur des notes limpides qui tombent avec l'effet de carillons. Un titre enchanteur où les accords de guitares, ainsi que les chœurs gutturaux, appuyé sur un séquenceur discret forment un étonnant boléro spatial. Un titre qui me rappelle Deep Ocean Vast Sea de Peter Murphy. Bionight, la pièce musicale, est la pierre d'assise d'Egoheart. La première partie est tout simplement superbe. Le rythme est fluide, filtrant de fines notes qui dansent sur un synthé suave. Les solos sont exigus et aigus et finissent dans des rythmes plus puissants, poussés par une ligne basse sensuelle et pénétrante qui, déjà, avait tracée son faible mouvement hypnotique. Tranquillement, le titre se dirige vers une portion plus atmosphérique qui interpelle les mouvements de Egoheart. Voilà une agréable surprise. Le genre de cd qui accroche, tant par son côté mélodieux que l'audace de ses évasions atmosphériques et cosmiques. J'y ai trouvé des similitudes avec Schulze, Baffo Banfi et Neuronium, une belle brochette, mais le duo Italien garde un brin d'originalité. Bionight ne se contente pas d'imiter un style, une époque. Il y contribue par sa sonorité bien personnelle qui devrait plaire, tant aux néophytes, à cause des rythmes et harmonies, qu'aux purs et durs, à cause des loupes vrillantes et de la superbe pièce d'introduction qui colle aux tympans. Garanti." Sylvain Lupari Per visitare questo sito cliccate QUI |
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