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DAYBREAK
- hypnotic feelings |
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MARGEN MAGAZINE (SPAIN) (riguardo Afterpost e Daybreak) "(...) Vi raccomandiamo di ricordarvi questo nome, perchè i BIOnighT stanno producendo la miglior musica elettronica di stile retrò del momento. Composizioni con tutti gli elementi che possono attirare un amante dell'elettronica classica tedesca: atmosfere misteriose ed eccitanti, sequenze ipnotiche e fibrose, il tutto scolpito in una materia sonora di origine analogica. Questi lavori completano la trilogia iniziata con Egoheart e ne elevano il livello musicale. Questo li colloca per molte ragioni differenti all'altezza di rigeneratori dello stile come Lambert, Dweller at the Threshold, o Ron Boots." Jaume Nadal Per visitare questo sito cliccate QUI |
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ENCYCLOPEDIA of ELECTRONIC MUSIC (RUSSIA) "Daybreak, la title track, apre le danze con sequenze energetiche ed uno scorticante solo di synth. Grande traccia ipnotica che ogni fan di musica elettronica amerà. Il solo è superbo. A proposito, dei solo fantastici sembrano essere il marchio di fabbrica di questo album, diversamente dal precedente che si concentrava maggiormente sulle sequenze. Questo non significa, però, che in questo album non compaiano quelle pulsazioni classiche; infatti, le sequenze compaiono più o meno in ogni traccia, è solo che l'attenzione è data questa volta maggiormente ai solo. Traccia fantastica di cui amo ogni minuto. "Mosse dal vento" ha un inizio atmosferico e davvero bellissimo, e si estende poi su di un rilassatissimo groove. E' il pezzo più calmo dell'album. In contrasto, "Nodune" si basa su di uno stabile ritmo sequenziato a media velocità e su suoni atmosferici che di tanto in tanto assumono un ruolo solista. Una traccia che andrebbe ascoltata dai fan dei Tangerine Dream dei primi anni 80. Grande combinazione di piano e sequenza verso la fine. "Mind Probe" sorprende con taglienti esplosioni di energia finchè una veloce sequenza fa la sua comparsa, accompagnata da quelle tipiche linee lead arabeggianti che richiamano alla mente "Body Love" o "Mirage". Traccia eccellente di cui nessun fan di musica per sintetizzatore dovrebbe fare a meno. Assolutamente mesmerizzante ed andrebbe suonata ad alto volume. Quei solo non potrebbero essere meglio di così! I suoni in chiusura hanno qualcosa che non riesco a spiegare, ma che trovo estremamente affascinante. Ugualmente energetica è "Metropolitis," sebbene questa traccia sia un pò più ripetitiva. Ma non è un problema, in quanto è lunga solo 2.47 minuti, e prima che te ne renda conto è terminata e passiamo a "Rachele," un remix di FaBIO di una traccia originariamente scritta da Mac. Beh, questo è sicuramente un pezzo bellissimo: lento (se confrontato alla maggior parte del CD) e pieno di atmosfera. Verso il secondo minuto assomiglia più ad un appunto musicale, ma un gran bell'appunto, devo aggiungere. "Boreal Light" inizia con un coro atmosferico, seguito da una sequenza a media velocità a cui se ne aggiunge poi un'altra ancora, formando così la spina dorsale di questo viaggio elettronico estremamente godibile ed evocativo. Quei suoni di violoncello aggiungono un certo sapore ad una traccia già bella. Una sensazione di tranquillità e rilassatezza (che in molti punti caratterizza l'album) permea questa composizione. Il coro simile al mellotron (non è un mellotron, però) ritorna verso la fine. Abbiamo poi un remix di FaBIO della title track che è valido quanto l'originale, che precede "Sequoia Rossa," il brano con arpeggi di synth ed un sacco di suoni atmosferici e ritmi quasi tribali che conclude questo magnifico album. Verdetto: Il terzo capitolo della "Trilogia Cosmica" dei BIOnighT mostra davvero quanto talento abbiano questi individui. Questo album vi darà circa un'ora di puro piacere, creando immagini vivissime nella vostra mente, e dovrebbe figurare nella collezione di ogni appassionato di musica per synth." Artemi Pugachov Per visitare questo sito cliccate QUI |
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ELECTROAMBIENT SPACE (USA) (riguardo la completa Trilogia Cosmica) "I BIOnighT sono la mia scoperta recente preferita nella musica elettronica. Il gruppo è composto da due Italiani che si sono incontrati per caso, Sbrizzi FaBIO ed un uomo conosciuto solo come Mac. Ho scambiato diverse email con Mac, e risulta evidente da queste che lui e FaBIO mettono una grande passione nella loro musica. I tre CD qui sotto costituiscono quella che loro chiamano la loro "Trilogia Cosmica", ed io trovo che ognuno di essi sia fantastico, e li raccomando tutti caldamente. Non riuscirei a dire esattamente cos'è che mi piace così tanto in questi tizi, ma il mio affetto per la musica è scattato al primo ascolto, e continua solo a crescere ad ogni ascolto successivo. Egoheart è a volte leggera ed intelligente Space Music, a volte oscura atmosferica, a volte ritmata in stile Berlin School, e tutto al massimo livello. La title track parte in quarta e richiede imperiosamente attenzione, lanciandosi in un ritmo ed una sequenza efficaci dopo un breve intro spaziale. Una soffice chitarra o synth lead mi ricorda molto lo stile melodico ritmato di Dom F. Scab. Un solido tema scorre lungo tutta la traccia di apertura, ma anche quello cambia costantemente, muovendosi da una sezione all'altra agevolmente. Suoni sognanti dallo spazio profondo portano la traccia alla chiusura. "Technoflight (remix of Technofly)" è più leggera e soffice, ma in nessuna misura meno godibile. Archi sintetici planano senza essere troppo sentimentali, e ad essi si unisce una ben composta melodia di piano. Segue la traccia "Timegod" - adoro la sequenza di basso galoppante in questo brano, semplicemente fantastica. Una varietà di synth vagano a media velocità in modo perfetto, un altro brano di puro piacere. Ogni traccia è ricca di profondità e pienamente sviluppata esattamente nel modo in cui dovrebbe esserlo, specialmente l'epico brano di 17 minuti "Bionight", un brano sorprendentemente trattenuto per essere così lungo che ciononostante funziona. "Technofly" è un allegro e ritmato finale per un CD grande in ogni dettaglio. Niente di appariscente, semplicemente funziona tutto. Di gran lunga il disco più breve dei BIOnighT, Afterpost è comunque assolutamente degno di attenzione. La title track vi arriva alle spalle senza farsi vedere, iniziando piano per poi aggiungere strato su strato di synth e sequenze in modo molto piacevole, muovendosi con assoluta naturalezza ed efficacia, per poi ritornare gradatamente ad un'atmosfera rilassata. E' interessante notare che le note dettagliate fornite dalla band indicano Saturdaydown come un brano rappresentativo di un momento oscuro nella storia dei BIOnighT, mentre a me sembra un pezzo piuttosto vivace che si muove con passo allegro. Con una svolta sorprendente, il lead nel mezzo del brano sembra quasi lounge jazz. "Snowy Park" è molto leggera, ma prima che si possa dire "new age" entra una sequenza di prima classe di cui i Tangerine Dream sarebbero orgogliosi; una traccia che è una delicata meraviglia. "Motherwater" trova presto il suo groove e semplicemente lo segue. "Evolution Dawn" ha un'altra forte sequenza ed una coinvolgente linea di basso, un modo fantastico di concludere un CD che finisce davvero troppo presto. Ultima parte della loro trilogia cosmica, Daybreak inizia con la ritmata title track, un piacevole piccola esplosione di energia contenuta per mettere le cose in moto. "Mosse Dal Vento" è un brano ampio e spazioso che inspira profondamente, inalando tutto e poi espirando completamente. Queste due tracce già parlano della natura di questo disco, senza dubbio il più diversificato dei tre pubblicati dai BIOnighT fino ad oggi. Questo è dovuto in larga misura al fatto che il disco è un misto di tracce dei BIOnighT e di tracce soliste di FaBIO e Mac. Questo, però, non significa affatto che il disco manchi di uniformità, tutt'altro. Sia che cavalchi il ritmo in levare di "Metropolitis" (col musicista ospite Sbrizzi Andrea, nipote di FaBIO), che segua il groove dei synth vintage di "Mind Probe", o che si rilassi coi suoni dolci ed ipnotici di "Rachele", tutto ha quel tocco particolare dei BIOnighT. Se non sapete di cosa sto parlando esattamente, acquistate i loro dischi e scopritelo." Phil Derby Per visitare questo sito cliccate QUI |
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SYNTH MUSIC DIRECT (UK) "Iniziamo “Daybreak” con un’eccellente base di belle sequenze di basso profondo con un’effetto stereo davvero interessante. E’ roba molto contagiosa che ti fa muovere la testa e battere il piede. Una linea lead vaga su tutto il resto, ma sono le sequenze che ti prendono davvero. Un ritmo viene gettato nel mix e le cose diventano perfino meglio, semplicemente non riuscivo a tener fermo il mio corpo. Un brano d’apertura davvero esplosivo! “Mosse dal vento” calma un pò le cose con dei bei pad sinfonici. Quasi dall’inizio si può però sentire una sequenza che si forma molto bassa nel mix. Questa diventa gradatamente più udibile, ma non si intromette nella serenità dell’insieme. Un’altra eccellente sequenza mette in moto “Nodune”. Come per la traccia precedente, però, l’andatura è inizialmente tranquilla. Un basso molto profondo (non della varietà dance) viene poi aggiunto piuttosto basso nel mix senza sgretolare l’atmosfera. Piccoli tocchi melodici vanno e vengono, ma la melodia principale - un piano - aspetta fino al terzo minuto prima di fare la sua entrata, ed è anche molto bella. “Mind Probe” frizza letteralmente in vita a cavallo di effetti elettronici, poi il passo si velocizza ancora col farsi avanti di una rapida sequenza. Il sound è molto tardi anni ’70. La sequenza averebbe potuto venire dai Tangerine Dream, mentre i solo avrebbero potuto vivere molto felicemente in un album di Schulze, ma ciononostante essi si combinano estremamente bene. “Metropolitis” è un’altro pezzo ritmico giocoso basato sul sequencer. E’ pieno di energia e divertimento, ed anche se così breve ha molte cose da dire. Anche “Rachele” è breve e basato sul sequencer, ma è molto differente dal precedente brano, in quanto anche se è denso di pulsazioni la sensazione è molto più tenera. “Boreal Light” ha un bell’inizio atmosferico turbinante. L’inevitabile sequenza emerge da pad eterei. Un’altra si aggiunge ad essa, ma invece di balzare esplosivamente in avanti, entrambe si sottomettono gentilemenet per permettere ad un’altra sequenza di prendere posto. E’ davvero una traccia molto delicata, che cambia costantemente come il fenomeno naturale da cui prende il nome. “Daybreak (FaBIO RMX)” è pulsante quanto la traccia di apertura, ma sicuramente abbastanza differente da garantirgli l’inclusione nell’album. L’umore è più pensoso, ed in qualche modo una sensazione di spazio viene creata in una traccia che è in realtà molto piena. “Sequoia Rossa” usa una sequenza gorgogliante e sognante come base per una traccia piuttosto rilassata. La batteria si fa sentire a circa metà del brano, sebbene non trovo che fosse realmente necessaria, ma non si intromette troppo nell’atmosfera gentile prima di andarsene, lasciandoci in un adorabile stato di fluttuazione per finire l’album." David Law Per visitare questo sito cliccate QUI |
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