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COMUNICARE
by Sbrizzi FaBIO |
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Sylvain Lupari (Francia/Canada) "Sbrizzi FaBIO è il partner musicale di Mac, insieme formano il duo italiano BIOnighT, ed è grazie a Mac che possiamo ascoltare questo lavoro solista che Sbrizzi FaBIO voleva tenere nei suoi archivi. Comunicare è "differente" a livello artistico. Poco sequencer, e tutte le note minimaliste che sentiamo srotolarsi sono concepite da Sbrizzi una per una. Un lavoro enormemente minuzioso che richiede moltissimo tempo e ha dei risultati stupefacenti. Questo sorprende, specialmente quando ascoltiamo le prime note di Ipnoestasia: lievi, risuonano come un glockenspiel su pulsazioni che crescono ad intervalli irregolari. Estremamente profonde, le pulsazioni formano anelli di riverbero, approfondendo un impulso caldo ed armonioso. Un tempo fluido su percussioni possenti che volano con precisione su di un movimento a spirale di ipnosi armonica. Gli accordi si muovono a cascata su tappeti sintetici modulati fluttuanti ed un ritmo piuttosto arioso, creando due tempi contraddittori. Un synth superbo, impetuosamente sensuale, veleggia solitario su questo magnifico brano, un pezzo stupefacente che colpisce al massimo livello. Non avrebbe nessuna importanza se il resto dell'album non fosse valido, in quanto questo brano da solo vale il prezzo del CD, ma per fortuna non è così. Già dai primi accordi di Ampipensieri siamo stregati dal tempo minimalista che si stende con grazia. Il brano si srotola, alla Philip Glass, su di un passaggio bilineare che separa due linee distinte, poi su movimenti paralleli che si fondono su di un synth spettrale. Dei superbi strati di violini aggiungono una profondità romantica al brano, il quale aumenta la sua cadenza su note che vorticano in una sfera sempre più armoniosa. Atonale, Animus Musicorum è un pezzo con modulazioni aggressive, animato da percussioni e pulsazioni esplosive su di un movimento dentellato. Tutto il contrario di Leningrado, che è una splendida processione che si evolve con una chitarra lamentosa su di un movimento ondulatorio di tappeti armonici fluttuanti. Sbrizzi condisce con strati progressivi ed avviluppanti questo carosello di soli e accordi minimalisti dagli effluvi spirituali. Un sogno meraviglioso che termina col volteggiare di note dai contorni a spirale. Leningrado è un brano colossale. Respiro Te, scritta col suo compagno Mac, è un bel pezzo lineare con un bellissimo synth che oscilla fra il suono di una fisarmonica e quello di un vecchio organo. Sul ritmo di una marcia astrale, dove deboli intonazioni vocali si mescolano coi respiri armoniosi di synth che galleggiano a mezz'aria, Respiro Te si spegne su di un violino ed un basso che spariscono poco a poco. Che lo vogliamo o meno, siamo sempre influenzati dalle descizioni di un album prima di acquistarlo. Quando ho saputo che Sbrizzi aveva usato in modo minimo il sequencer nel realizzare Comunicare, ero un po' deluso, perché il sequencer è sinonimo di ritmo, di vortici sonori, e di molte altre cose. E mi sbagliavo. Comunicare è un album fantastico, un lavoro potente dove Sbrizzi FaBIO da prova del suo ingegno e dimostra un innato talento compositivo. E' un grande album che contiene sorprese, emozioni, dolcezza e spiritualità, e tutto questo in un involucro sonoro dei più stupefacenti. Comunicare di Sbrizzi FaBIO dei BIOnighT è l'album del 2006 nell'universo della musica elettronica. E' un lavoro senza tempo, senza confini, da avere assolutamente. " Sylvain Lupari per Guts Of Darkness Per visitare questo sito cliccate QUI |
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Igor Wroblewski "FaBIO Sbrizzi è metà del duo BIOnighT, che è senza dubbio uno dei progetti di musica elettronica più interessanti della nuova era. Le registrazioni di "Comunicare" erano nascoste fra gli archivi sonori personali di FaBIO, ma sono state per fortuna pubblicate, su etichetta SynGate, grazie all'intervento di Mac. "Comunicare" è un album molto speciale; già la prima traccia, "Ipnoestasia", coi suoi 18 minuti porta sufficiente magia e forza elettronica per catturare totalmente l'ascoltatore. Abbiamo qui a che fare con un possente ostinato sostenuto da un'affascinante linea di basso (le atmosfere qui evocate potrebbero essere associate a quelle delle registrazioni più tranquille di ProjeKt X, o alla parte ritmica di "Golden gate" di P. Namlook, o ancora a Ch. Uzell-Edwards con "A New Consciousness"), insieme a pulsazioni di vibrafono ed onde ricorrenti di accordi in movimento, mentre sullo sfondo troviamo una manciata di suoni inquietanti. Non c'è molto in termini melodici o armonici, ma c'è uno spazio ampio, un'affascinante malinconia, e suggestivo potere visuale. Qui le forze dell'elettronica sequenziale triste e della sofisticata ambient post-berlinese si combinano, e i risultati sono stupefacenti. Ma preparatevi per altra musica ipnotica! "Ampipensieri" è, fin dall'inizio, situato in qualche luogo nelle terre polifoniche alla Philip Glass; FaBIO sembra creare musica da film che si sviluppa autonomamente, lasciando all'ascoltatore il compito di creare le giuste immagini per l'arpeggio di una sorta di clavicembalo, con un retrogusto autunnale ed un'atmosfera sognante eppure potente. Ed ecco i timbri malinconici di PPG-Wave, che ricordano l'Oxigene di Jean Michel Jarre e che vengono coinvolti nelle strutture multistrato della nostalgia. "Animus Musicorum" crea dei frattali di piano alla Fortepian e alla Ricochet dei Tangerine Dream, e si mescola con tracce di "Force Majeure" dei Tangerine e di "Body Love" di Klaus Schulze, eppure la caratteristica più importante in questa traccia è il senso individuale di armonia e atmosfera di FaBIO. Il brano di 11 minuti "Leningrado" è probabilmente quello col tocco più marcato dei BIOnighT, perfino più del brano finale "Respiro Te", composto e registrato con un piccolo aiuto di Mac. Questo brano ha delle parti di inno monumentale un pò come "To the Unknown Man" di Vangelis. Non è mia abitudine seccare i lettori con esclamazioni e grida, ma questa volta devo fare un'eccezione e gridare forte: un lavoro splendido, meraviglioso, Non esitate." Igor Wroblewski |
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