AFTERPOST 2001
MY CLIMATS (France)
"La bonne musique chaude et profonde des musiciens italiens. My Climats a aimé l'esprit de ce groupe "BIOnighT"..."
"La buona musica, calda e profonda di questi musicisti italiani. My Climats ama lo spirito del gruppo BIOnighT..."
Alain Groetzinger

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MARGEN MAGAZINE (SPAIN) (riguardo Afterpost e Daybreak)
"(...) Vi raccomandiamo di ricordarvi questo nome, perchè i BIOnighT stanno producendo la miglior musica elettronica di stile retrò del momento. Composizioni con tutti gli elementi che possono attirare un amante dell'elettronica classica tedesca: atmosfere misteriose ed eccitanti, sequenze ipnotiche e fibrose, il tutto scolpito in una materia sonora di origine analogica.
Questi lavori completano la trilogia iniziata con Egoheart e ne elevano il livello musicale. Questo li colloca per molte ragioni differenti all'altezza di rigeneratori dello stile come Lambert, Dweller at the Threshold, o Ron Boots."
Jaume Nadal

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ENCYCLOPEDIA of ELECTRONIC MUSIC (RUSSIA)
"Se vi definite fan della Scuola di Berlino e non ne avete mai abbastanza di quelle vecchie e cattive sequenze, allora DOVETE ascoltare quest'album. Ogni traccia è un assalto ritmico di pulsazioni classiche realizzate con grinta. Penso che sia il mio album dei BIOnighT preferito finora. Ogni traccia qui è vincente. Ironicamente, l'album fu creato durante il peggiore periodo per i BIOnighT, quando il gruppo giunse quasi alla separazione. Certo, questo fatto è evidente nella musica, dato che i momenti musicali solari se ne sono andati, e a rimpiazzarli ci sono suoni di synth oscuri e pulsanti con grande profondità e sentimento.
L'album si apre con la title track; sentiamo dei tappeti oscuri ed atmosferici per qualche secondo prima che delle belle sequenze facciano la loro comparsa insieme a dei suoni percussivi. Altre sequenze vengono poi aggiunte, e prima che possiamo rendercene conto entriamo rapidamente nel classico territorio della Scuola di Berlino che si aggiunge a quelle onde palpitanti di synth. Davvero materiale potente. Penso che sia uno dei brani di musica elettronica più intensi che abbia mai sentito. Fatevi sequenziare e fluttuate nello spazio! A metà brano ci sono già così tante sequenze che non si riesce a contarle. I suoni cambiano continuamente, non vi annoierete. Vengono anche aggiunte delle melodie. Ascoltate ad alto volume!
Poi viene "Saturdaydown". Si va immediatamente al sodo, con dei ritmi sintetici pesanti e cupe atmosfere cosmiche. Intenso è nuovamente la parola appropriata. Alzate il volume e godetevi questa grande cavalcata. Il brano suona retrò e moderno al tempo stesso. E' realizzato in modo fantastico, con dei tocchi di synth molto piacevoli qui e là, ed i suoni sono molto gustosi. Di nuovo un'atmosfera piuttosto cupa (perfino triste) predomina. A proposito, quella linea lead sinfonica verso la fine è semplicemente maestosa.
"Snowy Park" è un piccolo (4 minuti e qualcosa) numero atmosferico con la giusta quantità di sequenze melodiche per tenere sveglia l'attenzione di ogni fan della Scuola di Berlino. Ci sono echi dei Tangerine Dream della metà degli anni '80 in questo brano.
"Motherwater" parte subito con delle pesanti sequenze. E' un pezzo ritmico con diverse linee di sequencer sovrapposte che suonano la loro sinfonia, creando qualcosa di simile ad una zuppa elettronica sonora. Ricorda davvero il mischiarsi delle correnti d'acqua nell'oceano. Alcune parti soliste si aggiungono alle pulsazioni sempre presenti. E' difficile definire il perchè, ma questa traccia ha un che di Schulzesco. Forse è lo stesso tipo di urgenza che si sente in alcuni lavori di Schulze fra i primi anni '80 e la metà dello stesso decennio.
Infine "Evolution Dawn" mette le cose in moto con un deciso suono di gong riverberato e poi BANG! Delle sequenze davvero grandi vengono aggiunte due o tre alla volta. Un pezzo davvero pregnante. L'adrenalina cresce mentre veniamo spinti indietro nel tempo fino alle foreste primordiali dove vagavano enormi rettili. Roba davvero forte ed evocativa, devo aggiungere. Il livello di energia è tenuto al massimo per tutto il brano con altre sequenze che entrano ed escono dal mix. Vengono introdotti anche dei solo con un suono simile all'organo Hammond, una curiosa aggiunta che distingue questo pezzo da altri brani di elettronica.
Quando l'album termina, ne vorrete ancora. Questa è musica davvero forte ed interessante che farà sbavare ogni fan della musica elettronica classica.
Mac e FaBIO hanno colpito ancora!"
Artemi Pugachov

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ELECTROAMBIENT SPACE (USA) (riguardo la completa Trilogia Cosmica)
"I BIOnighT sono la mia scoperta recente preferita nella musica elettronica. Il gruppo è composto da due Italiani che si sono incontrati per caso, Sbrizzi FaBIO ed un uomo conosciuto solo come Mac. Ho scambiato diverse email con Mac, e risulta evidente da queste che lui e FaBIO mettono una grande passione nella loro musica. I tre CD qui sotto costituiscono quella che loro chiamano la loro "Trilogia Cosmica", ed io trovo che ognuno di essi sia fantastico, e li raccomando tutti caldamente. Non riuscirei a dire esattamente cos'è che mi piace così tanto in questi tizi, ma il mio affetto per la musica è scattato al primo ascolto, e continua solo a crescere ad ogni ascolto successivo.
Egoheart è a volte leggera ed intelligente Space Music, a volte oscura atmosferica, a volte ritmata in stile Berlin School, e tutto al massimo livello. La title track parte in quarta e richiede imperiosamente attenzione, lanciandosi in un ritmo ed una sequenza efficaci dopo un breve intro spaziale. Una soffice chitarra o synth lead mi ricorda molto lo stile melodico ritmato di Dom F. Scab. Un solido tema scorre lungo tutta la traccia di apertura, ma anche quello cambia costantemente, muovendosi da una sezione all'altra agevolmente. Suoni sognanti dallo spazio profondo portano la traccia alla chiusura. "Technoflight (remix of Technofly)" è più leggera e soffice, ma in nessuna misura meno godibile. Archi sintetici planano senza essere troppo sentimentali, e ad essi si unisce una ben composta melodia di piano. Segue la traccia "Timegod" - adoro la sequenza di basso galoppante in questo brano, semplicemente fantastica. Una varietà di synth vagano a media velocità in modo perfetto, un altro brano di puro piacere. Ogni traccia è ricca di profondità e pienamente sviluppata esattamente nel modo in cui dovrebbe esserlo, specialmente l'epico brano di 17 minuti "Bionight", un brano sorprendentemente trattenuto per essere così lungo che ciononostante funziona. "Technofly" è un allegro e ritmato finale per un CD grande in ogni dettaglio. Niente di appariscente, semplicemente funziona tutto.
Di gran lunga il disco più breve dei BIOnighT, Afterpost è comunque assolutamente degno di attenzione. La title track vi arriva alle spalle senza farsi vedere, iniziando piano per poi aggiungere strato su strato di synth e sequenze in modo molto piacevole, muovendosi con assoluta naturalezza ed efficacia, per poi ritornare gradatamente ad un'atmosfera rilassata. E' interessante notare che le note dettagliate fornite dalla band indicano Saturdaydown come un brano rappresentativo di un momento oscuro nella storia dei BIOnighT, mentre a me sembra un pezzo piuttosto vivace che si muove con passo allegro. Con una svolta sorprendente, il lead nel mezzo del brano sembra quasi lounge jazz. "Snowy Park" è molto leggera, ma prima che si possa dire "new age" entra una sequenza di prima classe di cui i Tangerine Dream sarebbero orgogliosi; una traccia che è una delicata meraviglia. "Motherwater" trova presto il suo groove e semplicemente lo segue. "Evolution Dawn" ha un'altra forte sequenza ed una coinvolgente linea di basso, un modo fantastico di concludere un CD che finisce davvero troppo presto.
Ultima parte della loro trilogia cosmica, Daybreak inizia con la ritmata title track, un piacevole piccola esplosione di energia contenuta per mettere le cose in moto. "Mosse Dal Vento" è un brano ampio e spazioso che inspira profondamente, inalando tutto e poi espirando completamente. Queste due tracce già parlano della natura di questo disco, senza dubbio il più diversificato dei tre pubblicati dai BIOnighT fino ad oggi. Questo è dovuto in larga misura al fatto che il disco è un misto di tracce dei BIOnighT e di tracce soliste di FaBIO e Mac. Questo, però, non significa affatto che il disco manchi di uniformità, tutt'altro. Sia che cavalchi il ritmo in levare di "Metropolitis" (col musicista ospite Sbrizzi Andrea, nipote di FaBIO), che segua il groove dei synth vintage di "Mind Probe", o che si rilassi coi suoni dolci ed ipnotici di "Rachele", tutto ha quel tocco particolare dei BIOnighT. Se non sapete di cosa sto parlando esattamente, acquistate i loro dischi e scopritelo. "
Phil Derby

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SYNTH MUSIC DIRECT (UK)
"Come di consueto coi BIOnighT iniziamo con la title track. Pad profondi e minacciosi si mischiano con effetti ventosi. Da questi emerge una sequenza melodica molto bella ed un ritmo rilassato. Un’altra sequenza si aggiunge prima che le cose diventino crescentemente più complesse. Per i primi tre minuti tutto funziona bene, ma poi forse succedono un pò troppe cose. A volte quando lo ascolto sembra funzionare, ma altre sembra esserci un conflitto fra i vari strati.
Una fantastica e davvero profonda ed inquietante sequenza mette in moto “Saturdaydown”, e come per la traccia precedente i due gli scaraventano dentro tutto incluso il lavandino della cucina, ma questa volta le cose si stabilizzano presto, cavalcando piacevolmente sulla schiena di una combinazione di ritmo e sequenze. Il tutto diventa gradatamente meno pieno, lasciando spazio per scintillare ad una tintinnante linea lead. C’è una pausa nella sequenza prima che un’altra arrivi, creando un ambiente piuttosto piacevole e rilassato. Perfino al quinto minuto quando un’ulteriore sequenza si aggiunge - combinandosi bene coi pad melodici - la bella atmosfera creata viene mantenuta. E’ una traccia eccellente che tiene alta l’alttenzione per tutta la sua durata.
“ Snowy Park” è semplicemente magnifica, una combinazione di sequenze melodiche tale che non potresti volere di più, con bellissimi dettagli di di lead in cima. Stupefacente, assolutamente stupefacente.
“ Motherwater” è un’altra traccia che parte subito con le sequenze e dei ritmi eccellenti. La combinazione, però, è questa volta un richiamo diretto al Klaus Schulze del periodo “Drive inn”.
Una sequenza a velocità media emerge da una sorta di esplosione liquida in “Evolution Dawn”. Dei pad soffici ed eterei forniscono uno sfondo piacevole. Al terzo minuto il compito di lead è svolto da un’eccellente organo sognante. Questa è una traccia che funziona bene perchè la combinazione di suoni scelta è perfetta e la tentazione di sovraccaricare quella che è già una formula vincente viene respinta. E’ un buon modo di chiudere l’album."
David Law

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