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E-dition
magazine - intervista dell'aprile 2004 |
| Intervista di Artemi Pugachov 1 - Avete avuto qualche altra esperienza musicale prima di formare i BIOnighT? FaBIO: No, personalmente non ho mai avuto nessuna esperienza particolarmente significativa. Mac: Beh, quando avevo cinque o sei anni passavo i pomeriggi in camera facendo esperimenti con un vecchio registratore a bobina cercando di ottenere strani suoni da esso cambiando la velocità del nastro e cose del genere, i suoni mi hanno sempre affascinato. Più tardi, quando incominciai ad organizzare il rumore in qualcosa che poteva quasi essere chiamata musica, suonavo con strani "strumenti" che costruivo con qualsiasi oggetto trovassi; per esempio, uno di essi era fatto con la testina di un vecchio giradischi collegata ad una corda di una racchetta da tennis - una sorta di chitarra elettrica senza corpo dal suono molto strano - mentre un'altro era fatto di latte del caffè vuote con dei palloncini gonfiabili tesi sul lato aperto, e poi c'era una bizzarra drum machine che ottenevo mettendo in corto circuito un vecchio amplificatore di uno stereo da casa; questo arnese aveva un suono che avrebbe entusiasmato i Kraftwerk, ma non c'è bisogno di dire che non passò molto tempo prima che tutto l'apparecchio saltasse per aria! Comunque, faccio musica da quando avevo 16 anni, ma prima del progetto BIOnighT le sole cose "pubblicate" erano qualche nastro per i miei amici. Inoltre, non avevo mai suonato con nessuno, perchè la musica è per me molto privata e personale. FaBIO è l'unica persona con cui ho mai condiviso quella parte molto intima di me, e probabilmente l'unica con cui mai la dividerei. Per cui penso di poter dire che che non ho mai avuto nessuna esperienza musicale seria prima dei BIOnighT. 2 - Come descrivereste il processo del lavorare insieme? Create di solito in perfetta armonia uno con l'altro o è a volte una specie di disputa musicale, o perfino un litigio? BIOnighT: A parte il periodo di Afterpost - durante il quale tutto si trasformava in litigio - suppongo che potremmo descrivere il nostro processo creativo come "armonia", ma la parte più importante di esso è probabilmente la fiducia e la fede uno nell'altro. Vedi, quando inizi a scrivere un pezzo ed esso è ancora lì senza una forma, il tuo cervello e la tua anima ti suggeriscono una direzione che tu senti il brano dovrebbe prendere, ma questa è a volte molto diversa dal modo in cui un'altro musicista svilupperebbe la stessa idea. Quando ci succede questo, molto spesso facciamo quello che equivale ad un vero salto di fede: uno di noi decide che forse l'altro ha una visione più chiara delle potenzialità del brano, e gli lascia la guida nonostante tutte le sue perplessità. Altre volte risulta evidente che uno di noi è emotivamente più coinvolto da un brano di quanto lo sia l'altro, e così l'altro rinuncia alla sua visione; dopo tutto possiamo sempre fare un remix di quella traccia e fare tutti contenti! 3 - Quali sono le vostre principali influenze? FaBIO: All'inizio ascoltavo solo musica classica, ballate medievali, musica celtica, e cantanti e cantautori italiani; poi un giorno a casa di un amico "incontrai" la musica elettronica - Phaedra dei Tangerine Dream, per essere precisi. Capii che le emozioni generate da quel tipo di musica erano uniche, e da allora sono diventate sempre più una parte di me. Mac: Qualsiasi tipo di musica, davvero; come BIOnighT siamo ovviamente influenzati dalla Scuola di Berlino, ma personalmente mischio frammenti di qualsiasi cosa in quello che faccio e cerco sempre di ascoltare attentamente tutti i tipi di musica, in quanto trovo sempre cose interessanti ed idee da cui imparare in tutti i generi musicali. 4 - Quali strumenti suonate solitamente, ed in particolare quali strumenti avete usato in "Egoheart", "Afterpost" e "Daybreak"? BIOnighT: Credeteci o meno, abbiamo usato solo una workstation GEM S3 turbo ed alcuni suoni di una Soundblaster Live. Credo che ci siano un sacco di musicisti là fuori che hanno gli strumenti più stupefacenti, ma che usano solo il 15% di quanto le loro macchine possono generare in termini di potenza musicale. Uno strumento è un attrezzo attraverso il quale puoi esprimere te stesso, e più lo conosci, migliori sono i risultati che puoi ottenere. Pensa a cosa un musicista può ottenere da un violino, ad esempio: è solo un pezzo di legno, ma ci sono un numero stupefacente di cose che puoi fare con esso se davvero arrivi ad averne la padronanza! Per cui trovo un pò deprimente che la maggior parte delle persone arrivi a conoscere i suoi strumenti elettronici solo quel tanto che basta per ottenerne le funzioni più basilari ed ovvie... 5 - Cosa pensate del fatto che la gente creda che la musica elettronica sia completamente automatizzata? FaBIO: Credo che abbiano superficialmente ragione, ma solo quando fai musica con le macchine puoi capire che non è affatto così, perchè se non hai nulla da esprimere qualsiasi strumento è inutile. Mac: Sfortunatamente, credo sia inevitabile. Oggi ci sono così tanti aggeggi che fanno delle cose straordinarie interamente da soli che la gente pensa che qualsiasi apparecchio elettronico funzioni nello stesso modo. E' una questione di ignoranza, mancanza di informazione, o perfino di disinformazione da parte di giornalisti, TV e riviste. Quando nel 1978 il primo cartone giapponese approdò sui teleschermi italiani, gli idioti che lavoravano per la stampa italiana scrissero un sacco di articoli dicendo che quella serie era stata fatta da un computer. Attenzione: non scrissero che era stata fatta CON un computer, ma DA un computer! Scrissero che qualcuno in Giappone buttava un pò di informazioni sulla storia, i personaggi e i colori in questa misteriosa macchina, e questo stupefacente computer produceva l'intero episodio completamente da solo... e tutti ci credevano!! In realtà, nessun computer di nessun tipo veniva usato dagli studi nipponici all'epoca (era il 1978, accidenti!) e quelle serie erano create nel modo tradizionale, cioè disegnate e colorate interamente a mano. Sono passati quasi tren'tanni da allora, e ci si aspetterebbe che la gente abbia raggiunto un diverso livello di informazione, ma in realtà è perfino peggio di prima perchè ora la gente pensa di sapere tutto e rifiuta perfino di ascoltarti quando dici che la musica elettronica NON è quella cosa che i ragazzini fanno coi campioni e qualche software giocattolo, o qualcosa che le macchine fanno da sole. E' triste, ma ora che l'informazione è disponibile per tutti, c'è più ignoranza di quanta ce ne sia mai stata prima, e questo non è vero solo per la musica elettronica... 6 - Che relazione trovate tra la musica elettronica e la fantascienza, o l'esplorazione dello spazio? FaBIO: Sono entrambe infinite. Mac: C'è una forte connessione, ma è difficile indicare con precisione il vero motivo dietro a questa. Forse è perchè lo spazio è ancora un luogo misterioso, qualcosa di cui siamo parte ma che ciononostante non vedremo mai davvero, e così i suoni alieni che gli strumenti elettronici possono creare sono quelli che meglio di ogni altro possono descrivere i territori sconosciuti oltre la nostra atmosfera. Sono strani, e difficili da identificare con oggetti terrestri - per esempio, un flauto è fatto di legno, che viene da un albero, che è a sua volta una cosa molto terrestre e comprensibile, ma ascoltate un Moog: nessun oggetto terrestre può venire direttamente collegato ad esso, mentre è relativamente facile immaginare una galassia od un pianeta lontano ascoltandolo. Queste sono cose che esistono, ma per via dei limiti degli esseri umani essi vivono praticamente solo nella nostra immaginazione, senza nessuna connessione diretta col mondo che vediamo intorno a noi, proprio come i suoni degli strumenti elettronici. 7 - Potete parlarci di Songswell, l'album che differisce stilisticamente dagli altri lavori dei BIOnighT? Come è venuto alla luce? BIOnighT: Anche se la Scuola di Berlino è la fonte di ispirazione principale della nostra musica, amiamo anche altri generi musicali. Era quindi inevitabile che nei quattro anni trascorsi da quando abbiamo iniziato a suonare insieme scrivessimo dei brani appartenenti ad altri generi. Nel 2002 avevamo messo da parte abbastanza materiale, così demmo a quelle tracce una forma definitiva e le riunimmo in un album. Tre delle tracce che compaiono su Songswell erano in realtà incluse nella prima edizione di Afterpost, ma più tardi capimmo che quell'album sarebbe stato molto meglio senza il contrasto che quelle tracce creavano con i pezzi "krautrock" da cui Afterpost era principalmente composto, così decidemmo di trasferirle su Songswell e di trasformare Afterpost in un album puramente "cosmico". Credo che faremo la stessa cosa in futuro, dato che nei mesi scorsi abbiamo già scritto alcuni brani che potrebbero essere definiti più o meno celtici o medioevali, così ci sarà probabilmente un'altro album come Songswell fra pochi anni. 8 - Avete pubblicato anche degli album solisti? Mac: Si, abbiamo pubblicato due album solisti retrospettivi con materiale precedente la formazione dei BIOnighT: Naif Music di FaBIO ed il mio Human Electricity, entrambi molto elettronici. Ci sono poi due album solisti miei, contenenti musica di tutti in generi, dal jazz alla dance, dalla medioevale alla fusion, dalla techno alla melodica, dall'elettronica allo sperimentale, ed altro; essi includono anche alcune tracce dei BIOnighT che furono scartate perchè a FaBIO non piacevano, mentre io le amavo molto e non volevo restassero inascoltate. I titoli di questi due album sono Aphasia (2001) e Dining Room (2002). Infine, FaBIO è ora al lavoro su di un nuovo album solista, molto ipnotico ed affascinante, materiale davvero eccellente! (Nota: visitate il sito www.macvibes.com per il catalogo aggiornato degli album di Mac) 9 - I vostri piani per il futuro? FaBIO: Continuare a passare il tempo insieme in armonia, e sperabilmente generare altre emozioni musicali. Mac: Cambieremo la strumentazione per avere nuovi stimoli ed avere maggiore flessibilità, e naturalmente continueremo a cercare di far conoscere la nostra musica al maggior numero di persone possibile. Non sono dei grandi piani, in realtà, anche perchè dobbiamo cercare di mantenere un equilibrio tra le nostre vite private ed i BIOnighT, e qualsiasi piano più grande altererebbe inevitabilmente quell'equilibrio. 10 - Ed infine, se poteste dare concerti in 5 città del mondo, quali scegliereste? Mac: Non so, non mi piace molto suonare dal vivo, non penso che la nostra musica abbia i requisiti per essere suonata live. Voglio dire, alcuni dei nostri brani sono composti da oltre 30 tracce, non c'è bisogno di dire che che non potremmo mai suonarle tutte dal vivo - siamo solo in due! - e che senso ha suonare dal vivo solo un paio di tracce su di una base registrata? Inoltre, FaBIO ha moglie e figli, ed anch'io ho una vita molto complessa, e quindi viaggiare per dare concerti sarebbe troppo complicato per valerne la pena. Per cui non ci ho mai pensato, ma se dovessi fare una lista dei posti che mi piacerebbe visitare direi certamente Tokyo ed altre città giapponesi; sono un fan degli anime - produzioni animate giapponesi, cioè - ed ho sempre visto quel paese solo attraverso quelle serie, per cui mi piacerebbe visitarlo usando i concerti come scusa! FaBIO: Beh, dato che sognare non costa nulla... Il Duomo di Milano, la Cattedrale di Reims, il Colosseo a Roma, Machu Picchu, Giza in Egitto. Per visitare il sito di E-dition cliccate QUI |
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